Essere felici: dare voce al tuo demone

Oggi ti parlerò di daimon, ma cos’è il daimon e perché è utile conoscerlo?

Il mio daimon è legato alla natura ma, più in particolare,  al senso ciclico della natura e della vita, alla riproduzione e alla crescita.

Da ragazzino volevo fare l’allevatore e ho anche studiato per farlo ma poi, dopo aver frequentato l’agricoltura e gli allevamenti industriali, ho capito che il messaggio forse era un altro. La mia necessità di avere un contatto stretto con la natura, di promuoverlo a tutto campo  è rimasta una costante della mia vita, e la ruota della salute ne è uno dei tanti esempi.

Ma più avanti, nella mia vita professionale, mi è diventato più chiaro anche un secondo messaggio, quando ho avuto l’opportunità di tenere corsi ai ragazzi dell’università. La gioia che provavo nel vederli imparare, crescere, cambiare, mi ha fatto capire che forse il tipo di “allevamento” che mi era congeniale era diverso.
Quello che amavo veder crescere erano le persone, e così ho iniziato a dedicare molto più tempo alla formazione.

In sintesi natura e formazione sono le due cose che mi fanno sentire realizzato, felice, centrato, che realizzano il mio daimon, cosa molto evidente in questo video (clicca visualizza immagini nella tua mail se non vedi il video).

James Hillman spiega il senso del daimon in un modo molto suggestivo nel suo libro Il codice dell’anima.

“L’idea viene da Platone , dal mito di Er, che pone alla fine della sua opera più nota, la Repubblica.

Prima della nascita l’anima di ciascuno sceglie un’immagine o disegno che poi vivremo sulla terra, e riceve un compagno che ci guidi, un daimon, che è unico e tipico nostro. Tuttavia nel venire al mondo, dimentichiamo tutto questo e crediamo di essere venuti vuoti.
È il daimon che ricorda i contenuti della nostra immagine, gli elementi del disegno prescelto, è lui dunque il portatore del nostro destino.

Per questo, suggerisce il mito, dobbiamo prestare particolare attenzione all’infanzia, per cogliere i primi segni del daimon all’opera, per afferrare le sue intenzioni e non bloccargli la strada.

Le altre conseguenze pratiche vengono da sé:

a) riconoscere questa immagine come un dato dell’esistenza umana
b) allineare la nostra  vita su di essa
c) trovare il buon senso per capire che gli accidenti della vita, compresi il mal di cuore e i contraccolpi naturali che la carne porta con sé, fanno parte del disegno dell’immagine, sono necessari e contribuiscono a realizzarlo.

Una vocazione può essere rimandata, elusa, a tratti perduta di vista. Oppure può possederci totalmente. Non importa: alla fine verrà fuori. Il daimon non ci abbandona“.

Il libro di Hillman usa molti esempi di personaggi famosi, da John Lennon a Henry Kissinger, per far comprendere come il daimon agisce nelle nostre vite.

Nel progetto Fai che sei, una parte rilevante del tempo è proprio dedicato a far emergere e riconoscere il proprio daimon. Questo permette di analizzare la nostra biografia, sottolineando gli aspetti ricorrenti, che sono frutto della nostra struttura più profonda. Quelli che ci fanno sentire bene, centrati, su cui costruire un modello di business personale che ci appartiene e che sia equilibrato.

Quindi riconoscere il tuo daimon è assolutamente importante, ma non basta. Bisogna anche dargli il giusto spazio, la giusta misura e di questo ti parlerò settimana prossima, sfruttando un bellissimo video di Umberto Galimberti .

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